L’anticonformismo conformista

Io vivo a Rapallo, in provincia di Genova a circa 10 minuti di autostrada da Lavagna, il piccolo comune ligure che in questi giorni è apparso nelle prime pagine di tutti i giornali nazionali, un ragazzino di 15 anni, durante una perquisizione della guardia di finanza alla ricerca di una decima di grammi di hashish, si è lanciato dalla finestra di casa sua ed è morto. Da quel momento ci sono state moltissime polemiche, vi faccio conoscere la mia personale idea, io credo che un ragazzino di 15 anni ha il diritto di essere tutelato al massimo, la mente dei ragazzi molto giovani è fragile e facilmente condizionabile, c’è chi ha proposto la legalizzazione delle droghe leggere per evitare atti simili, io penso che la soluzione sua una vera e propria rivoluzione mentale, i giovani combattono contro il sistema e contro l’establishment perchè sono sfiduciati e hanno totalmente ragione, il problema è che la lotta al sistema si combatte entrandoci e rivoluzionando il modo di pensare, i potenti non si sconfiggono fumando canne o scrivendo offese ai politici sui nel nome dell’anarchia, scrivere “Stato Ladro” non porterà di certo a migliorie nel sistema politico nazionale, i giovanissimi non possono arrivare da soli a questa conclusione, la droga è simbolo di divertimento, di fuga dalla noia e dai pensieri. Quando un ragazzino si butta dal balcone significa che il suo cuore e la sua mente sono molto condizionabili e la responsabilità nell’educare e nel far capire ai giovani che devono inziare a far valere i loro diritti è nostra, quando i ragazzi inizieranno a credere in loro stessi senza pensare di non poter fare nulla perchè nessuno li ascolterebbe allora i potenti e i cosiddetti poteri forti cominceranno a tremare e a considerarli meno fragili di quello che pensano. Concludo questo mio pensiero con una frase della madre del ragazzino ucciso, una frase che condivido al 100% è che sottoscrivo completamente: “Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale, vi vogliono SOFFOCARE”. 

Ps:mesi fa scrissi un articolo su whatsapp e il problema relativo all’uso spropositato che ne fanno i giovani, vi invito a leggerlo per poter apprendere a pieno il mio pensiero. Generazione Whatsapp (1° settembre 2016)

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36 pensieri su “L’anticonformismo conformista

      1. Grazie per il commento, io non ho detto che Saviano a torto ne tantomeno che la legalizzazione delle droghe non ci deve essere, dico solo che secondo me è secondaria rispetto al fatto che i giovani devono comprendere le loro capacità e utilizzarle al meglio, la legalizzazione della droga provocherá di certo una minore forza del mercato nero e una libertà maggiore giusta ma credo che sia un argomento distante e che sia una soluzione per un altro problema, i giovani devono trovare loro stessi poi parlando di libertà si fanno altre considerazioni

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      2. Comprendo e condivido con lei.Il malessere dei giovani e dei GENITORI ! è un problema costante,oggi la fragilità si è estesa ANCHE agli adulti, ovvio che la GdF, non può fungere da assistenza sociale
        Nel caso attuale è la sventurata madre ad avere bisogno di aiuto.

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  1. Concordo con te. I giovani vanno educati ad avere degli ideali, dei valori sani, come lo sport ( pulito) e l’amore per la propria Patria. Io a scuola insisto molto sul fare intervenire esperti che spieghino per bene gli irrimediabili danni causati dalle droghe,anche quelle chiamate leggere. Assolutamente non vanno liberalizzate, altrimenti poi le crederebbero innocue come caramelle. Insisto anche nel farli studiare, nel creare interesse per la cultura che è la vera libertà. Se crescono ignoranti e senza valori è chiaro che cercano qualcosa che li faccia sfuggire da una realtà piatta e noiosa di cui loro non si sentono partecipi nè parte

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  2. Volutamente non ho trattato l’argomento perché penso che quando accadano fatti di cronaca si faccia troppo in fretta a dar giudizi sommari che non tengono conto di mille variabili. Quello che a me preme dire invece è che quando si demonizza qualcosa così tanto gli effetti sono inevitabilmente dannosi. E oserei dire anche ridicoli e paradossali. Ad esempio chi criminalizza una canna è lo stesso Stato che promuove in ogni forma(dalle pubblicità alle sagre di paese) i vini come elemento culturale del paese. Berlo a tavola è naturale. L’aperitivo è naturale. Idem per la birretta al pub tra amici o il ruhmettino dopo cena. Insomma qualcosa di potenzialmente dannoso e letale come l’alcol è socialmente accettato. Mentre qualcosa di analogo no. Questo produce drammi. Piccoli paesini dove poliziotti appena usciti dal corso in cerca di promozioni e carriera, carabinieri frustrati ogni giorno fermano e arrestano per nulla decine di ragazzi rovinando loro vita e reputazione. Questo è assurdo. La società dovrebbe educare alla consapevolezza delle proprie scelte e non proibire con il pretesto che fa male. Perché tutto fa bene e tutto fa male e dipende dal come e quanto. Fa male farsi 20 canne al giorno ma fa male anche bere sin dal mattino arrivando fatti a sera. E fa male la troppa carne, il troppo zucchero ed il troppo smog di una società che ci avvelena a nostra insaputa trovando il modo di convincerci che siano pochi grammi di fumo ciò che causa tutti i mali.

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    1. Si ti do ragione, anche io preferisco non fare commenti a caldo ma essendo molto sensibile ai problemi giovanili ed essendo accaduto praticamente nella città dlve vivo mi sono sentito in dovere di dare un mio pensiero e un mio giudizio, come ho già detto il frutto dell’articolo non è la legalizzazione o no della droga, penso che sia un argomento secondario ora e penso che bisognerá parlarne ma il mio articolo mira a parlare della fase precedente, dei tanti problemi che i giovanssimi hanno e della loro fragilità che spesso non colmiamo con un’adeguata sicurezza, sono d’accordo con te sul fatto che l’alcool sia più dannoso e in futuro esprimerò la mia idea riguardo alla legalizzazione e alla troppa legalizzazione di molti prodotti ma il fulcro del mio articolo è la debolezza e la poca autostima che molti giovani hanno e che dovrebbero superare per far tremare chi si crede più intelligente di loro e più capace di loro solo perchè è nato qualche anno prima.

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  3. Come ho detto penso che si debba educare e non reprimere o proibire. I giovani hanno le loro fasi come ognuno di noi le ha avute ma certo non si può pensare che sia la droga il problema! Ma nemmeno l’alcol o i giochi da bar o la squadra di calcio per cui fai l’ultras e vai a far a botte. L’incomunicabilità generazionale esisterà senpre come sempre esisterà chi vivrà più disagi rispetto ad altri. Pensare di risolvere i disagi della gente con la forza ricorrendo alle forze dell’ordine è stupido e c’è gente che non si rende conto che non è uno stato di polizia che ci renderà migliori. Purtroppo non si può pensare di poter e dover salvare chiunque ma battersi per una scuola che formi coscienze questo si. E battersi per una società che rispetti libertà e scelte diverse senza emarginarci è un altro traguardo che passa anche per la legalizzazione. Poi certo, il debole ci sarà sempre e troverà sempre il modo di autodistruggersi a prescindere da ciò che gli consenti o no di usare. Ma il debole va ascoltato, aiutato, conquistato e indirizzato ad altro e questo non lo si ottiene certo mettendogli una divisa con un cane antidroga davanti. Questo fa rabbia.

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    1. Nessuno parla di forze dell’ordine ne tantomeno di stato di polizia, anzi, penso che sia l’ascolto e la discussione che fanno crescere una persona, l’incomunicabilità è un dato di fatto e sarebbe impossibile e sbagliato cercare.di risolverla ma un conto è l’incunicabilità e un conto è la fragilità che porta i giovani a chiudersi in un mondo fatto di convinzioni sbagliate e gli adulti a minimizzare il problema o a risolverlo nella maniera più errata. Non penso che la legalizzazione sia l’unico modo possibile per far uscire i giovani da quel mondo finto e pieno di idee che poi portano a soffrire e a farsi del male da soli, sicuramente può essere considerata una soluzione ma ci sono dei percorsi da seguire, un iter importante da rispettare, prima di garantire ai giovani un futuro migliore e una liberalizzazione generale bisognerebbe tendergli la mano e tirarli fuori dal buco nero dove molti sono intrappolati, bruciando le tappemsi rischia di peggiorare il problema e dare la colpa solo allo Stato (che, intendiamoci, di colpe ne ha tantissime) è troppo facile secondo me.

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      1. Forse mi sono spiegato male! Non dico che legalizzare risolva i problemi! Quelli ci sono e ci saranno sempre a prescindere. Però dico che al momento lo Stato aiuta a creare emarginati. Il percepire chi si fa una canna come un elemento sovversivo, antisociale, criminale, squilibrato e quant’altro è ciò di cui parlo. Quel giovane e tanti altri non è la canna ad averli rovinati ma le parole di gente come Fini o Giovanardi! Cosa direbbe quest’ultimo se gli proibissero la grappa e lo giudicassero male solo perché beve? Spero di essere chiaro. Penso che si stia perdendo di vista ciò che è importante davvero. I giovani poi vanno in crisi e non solo loro anche perché si rendono conto di vivere in un mondo assurdo e nessuno si oppone a tutto ciò perché nessuno ne ha la forza. Detto ciò penso alla mia adolescenza, a quelle volte che mi sono ubriacato, che ho fumato e che hi fatto cazzate. Mi avessero mandato la polizia a casa mi avrebbero aiutato o mi avrebbero danneggiato? Beh col senno di poi posso dire che non sono certo diventato un tossico, ne un ubriacone ne un delinquente. Idem tutti i miei amici di allora. Forse, e questo che cerco di dire, bisogna solo lasciar che le cose evolvano. La scuola faccia la scuola(e lo fa sempre peggio),i genitori facciano i genitori e i ragazzi faranno errori come tutti noi ma cresceranno imparando anche da quegli errori trovando il proprio equilibrio.

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  4. Ciao Buon giorno, tanta confusione troppa, liberalizzazione o no, l educazione é la prima e unica via d’ uscita, in fondo loro come noi sbaglieranno, proveranno, ma se ci sarâ una buona educazione forse capiranno, ricordiamo che poi cque hanno una loro testa, chi dice che a volte non bisogna andare oltre, ma con un po di sani principi, forse si riescono a capire cos’ è giusto e cosa no . Questa è la mia personalissima esperienza.

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    1. Si condivido ed è il messaggio che volevo lanciare, non una pubblicità a favore/contro la legalizzazione ma un pensiero su come è necessario che i giovani usino la loro testa e che abbiano delle guide, che dovrebbero essere gli adulti non sempre perfetti anzi spesso più infantili di quanto non lo siano i giovanissimi

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  5. Buongiorno la seguo da oggi e concordo con le sue idee….sono psicologa e dovessi dire la mia sui giovani sarebbe un disastro.No a qualsiasi droga in ogni caso….mia opinione.

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  6. Il problema dell’Italia è che non ci sono Leggi giuste per droghe leggere, se fumi canne sei peggio di un mafioso e questo non è giusto. Dato che vengo da certi ambienti (e non mi dispiace affatto), so di cosa parlo. Ho avuto il mio periodo di canne e non sono mai stato un pecorone o altro, anzi…in famiglia mia si tramandano ideali di ribellione da sempre, bellissimi e giusti…la Cultura non ci manca e la porto ovunque (specie quando faccio ripetizioni ai pischelli, tipo di Storia).
    L’Italia è sempre stata forte coi deboli e debole coi forti (indole reazionaria da sempre purtroppo, salvo eccezioni).
    La mamma che denuncia il figlio non si può vedere…chi si fa le canne lo fa per 2 motivi: sballo e vita godereccia (come me e non c’è nulla di male, precisando che so sempre stato in grado di spassarmela anche senza erba…scopo dalla mattina alla sera per farti un esempio) o magari per un qualche problema di vario tipo. Un genitore deve aiutare, deve guidare… non si fa così.
    Appena la mamma si rende conto di quello che è successo veramente (pure le guardie ci so rimaste di merda), farebbe bene a togliersi la vita. Secondo me almeno…

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      1. Tanti comprano canne e non si ammazzano, dunque no…non è lo spacciatore il colpevole maggiore 😀
        Vendere droga è contro la Legge, chiaro ma sto giro c’entra poco.
        Qua la situazione è più complessa.

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      2. Si beh ovvio ma non è una scusante, madre e spacciatore hanno delle colpe con una differenza importante, la madre (seppur sbagliando) ha agito per il bene del figlio, lo spacciatore ha agito per il guadagno, il fatto che molti spacciatori vendano a 15enni dell’hashish di sicuro non migliora la situazione…di sicuro con la legalizzazione il mercato nero della droga diminuirebbe e di molto ma rimane il fatto che sicuramente il ragazzo non si è ucciso per paura di una multa della finanza

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  7. Il disagio giovanile contraddistingue ogni epoca, anche se con motivazioni diverse, perchè fa parte di un processo di crescita ed infatti poi si dovrebbe crescere e diventare uomini e donne. Oggi i temi che incidono sono il prolungamento del tempo dello studio e della formazione, il difficile e tardivo inserimento nel mondo del lavoro, il procrastinare l’età della vita di coppia e delle decisioni riproduttive, Poi entrati nel mercato del lavoro i giovani trovano la difficoltà nello scalare gerarchie gerontocratiche e non meritocratiche nel campo delle professioni o della politica, il ritardo nell’abbandonare la casa dei genitori. Insomma siamo in un sistema più adatto alla conservazione che all’innovazione. Il ruolo dei genitori non è semplice e non è semplice essere adolescenti sommersi dagli stereotipi di giovinezza e di successo propinati dai mezzi di comunicazione di massa.
    Una vecchietta che conosco una volta mi spiegò quale, dal suo punto di vista, sia il segreto affinchè un giovane cresca sereno. Mi disse che bisognerebbe aiutarli a trovare delle vere passioni e dei forti interessi affinchè facciano con entusiasmo le cose. Un giovane deve fare e fare volentieri. Non c’è nulla di peggio dell’inattività!! Chissà se ha ragione!!!!

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    1. Si è vero io sono contro gli stereotipi sui giovani e concordo sui tanti problemi che hai elencato (tranne il problema della natalitá perchè secondo me ognuno deve e può decidere quando e se procreare. I problemi per i giovani sono tanti e penso che sarebbe giusto che la generazione che ora fa parte del mercato del lavoro e della classe dirigente debba aiutarli a trovare un futuro

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      1. Si c’è un ritardo a causa di molti problemi ma è anche vero che si fanno i figli più tardi anche per altre questioni e che una politica per aumentare il tasso di natalità dovrebbe concentrarsi sulle coppie che vogliono figli ma non possono e quindi andrebbero aiutate economicamente e attivamente, fare campagne di sensibilizzazione è inutile e poco idoneo alla questione

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