Cuba e le parole proibite

Una recente inchiesta ha portato alla luce dei fatto molto tristi all’interno di Cuba. L’isola vive dagli anni ’60 in una sorta di isolamento e la politica è decisa dal Partito Comunista Cubano, anche se ci sono state alcune leggi che si possono considerare democratiche come le scuole e gli ospedali gratis esistono dei grandi problemi, uno di questi è uscito pochi giorni fa, secondo degli esperti e tramite esperimenti il governo cubano, che controlla ovviamente la compagnia telefonica del paese, controlla ogni giorno e in ogni momento tutti i messaggi che vengono mandati all’interno del paese, oltre a controllare i messaggi dei suoi cittadini li blocca letteralmente evitando che il messaggio arrivi a destinazione, non vengono bloccati tutti i messaggi ma solo quelli contenenti alcune parole chiave come “democrazia”, “diritti umani” o “dittatura”. Eliminare messaggi che portano la parola democrazia è un grave errore da parte di chi ha combattuto almeno inizialmente contro la privazione della libertà e che ora sembra dimenticarsene, hanno lottato per una Cuba più democratica e ora hanno paura della giutizia e della democrazia, Fidel Castro ha da poco compiuto 90 anni e tra tutti i paesi monopartitici sembrava essere quello più aperto, questo comportamento ha di sicuro sporcato la reputazione di chi 50 anni fa parlava di Cuba Libre.

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