Un po’ di politica, il Referendum

Ne parlano ovunque, giornali, televisioni, radio e congressi ma mi sembrava giusto parlarne brevemente su questo blog. Proverò ad analizzare il referendum in maniera semplice e soprattutto senza prendere le parti di nessuno. Iniziamo con le abolizioni, viene abolito il CNEL che in effetti è uno degli organi più inutili del Parlamento, costa 25 milioni di euro all’anno e la sua utilità è pari a zero; vengono abolite le Province e i conseguenti organi provinciali, rimarranno però le Città Metropolitane. Cambierà il metodo di elezione del Presidente della Repubblica, anche se a cambiare sarà solo il quorum e il candidato sarà scelto sempre dal Parlamento. Il cambiamento più drastico è quello del Senato, i membri scendono da 315 a 100 e saranno composti da 79 consiglieri regionali (che saranno scelti dallo Stato, i consiglieri regionali saranno votati dal popolo solo come consiglieri regionali) e 21 sindaci votati da tutti i sindaci dei comuni italiani e inoltre il senato avrà meno poteri della camera. Il Referendum è collegato anche all’Italicum, la legge elettorale che porta al governo un solo partito e compone il parlamento in maniera maggioritaria per quanto riguarda il primo partito e in maniera proporzionale per tutti gli altri partiti. Analizziamo ora i pro e i contro:

Pro:

  • abolizione del CNEL;
  • abolizione delle province;
  • diminuzione dei costi della politica;
  • maggiore velocità per approvare le leggi;
  • maggiore governabilità (con Italicum).

Contro:

  • organi del Senato NON eletti direttamente dal popolo;
  • la formazione del Governo non rispecchia esattamente il voto delle elezioni;
  • nessuna possibilità per i cittadini di avere voce in capitolo per l’elezione del Presidente della Repubblica;
  • Liste bloccate, non si può decidere totalmente il politico da votare per un partito (con Italicum).

Spero di aver dato un’impronta senza essere di parte, nel caso mi fossi sbilanciato troppo per uno dei due voti chiedo scusa.

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14 pensieri su “Un po’ di politica, il Referendum

    1. Sono contento se chi lo legge scopre cose che non sapeva, credo che tutti gli italiani dovrebbero conoscere il contenuto del referendum in maniera imparziale perchè è un voto che ci riguarda senza mettere dentro partiti o movimenti politici, non so se il tuo posto è sarcastico ma comunque spero che ti sia stato utile davvero

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      1. Si ma concordo con te io non ho voluto far prevalere i lati positivi e attualmente sono molto indeciso su cosa votare se leggendo ti è sembrato un articolo di parte chiedo scusa perchè non avevo nessuna intenzione di fare favori a nessun partito politico

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  1. Bel post, ma devo smentire un pro: non è vero che l’approvazione delle leggi sarà più rapida, perché il Senato, di cui ancora si ignorano le esatte funzioni dopo la riforma, potrà avocare a sé le proposte di legge che ritiene di suo interesse. Le altro, non è assolutamente vero che oggi l’iter sia troppo lungo: quando le due Camere dovevano votare le leggi che interessavano a Berlusconi lo fecero in pochissimo tempo, pur con il bicameralismo perfetto. Le leggi vengono approvate tardi non perché due Camere paritarie siano lente, bensì perché non c’è interesse da parte di Deputati e Senatori a fare il lavoro per cui sono (lautamente) pagati.
    In secondo luogo, noto che non c’è alcuna menzione della grande vergogna: il Senato, completamente affidato all’arbitrio della classe dirigente, non solo sarà composto da consiglieri regionali e sindaci, ma garantirà loro l’immunità parlamentare. Ripeto: i signori che coi soldi nostri comprano mutande verdi e pagano cene eleganti godranno dell’immunità parlamentare.
    Chi ha orecchi ascolti.

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    1. Grazie per le critiche, il fatto dell’iter è vero e concordo anche sulle leggi lampo per salvare Berlusconi, il fatto della composizione del Senato è vera ma io in questo articolo non parlo delle ragioni del si e delle ragioni del no perchè farei da portavoce di partiti, ho cercato di scrivere un articolo imparziale parlando dei punti della riforma e in generale attualizzandole in un paese normale per far comprendere tutti i pro e i contro, poi che l’Italia sia una nazione complicata e che i senatori facciano parte della classe politica che ha causato più polemiche è vero ma qui non ho mandato ne da Grillo ne da Renzi per scrivere questo articolo. In ogni caso condivido le tue idee per il no al referendum, poi probabilmente scrivero due articoli sul referendum dal punto di vista di una persona per il no e una persona per il si e allora sarò di parte. Grazie ancora per il commento

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      1. È assolutamente giusto essere imparziali in questo momento, ma potrei obiettare che l’argomento dei tempi brevi sia in verità un argomento del sì, per giunta falso. Temo sia quasi impossibile riuscire a trovare dei lati, positivi o negativi, che siano davvero oggettivi: in pratica, bisogna essere imparziali ma non c’è modo di esserlo, perché appena parli del contenuto della riforma – traducendo dall’ostruito, direbbe Travaglio… – ti trovi di fronte a giudizi e non a dati. Non se ne esce. A quel punto, è forse meglio concentrarsi sui singoli punti ed esprimere un parere per ognuno: mesi fa ho scritto un articolo che si occupava solo dell’immunità parlamentare del nuovo Senato. È un po’ umoristico, ma c’è una riflessione dietro. Se ti interessa, ecco il link: https://lirriverentewordpress.wordpress.com/2016/05/29/editoriale-maggio-2016/

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